Carcere e Territorio di Monza

 

Il Comitato Carcere e Territorio di Monza e Brianza

 

Il carcere e le comunità locali

Il carcere come un pezzo della città

Politiche sociali a favore delle persone detenute

Statuto del Comitato Carcere Territorio di Monza e Brianza

Accordo di collaborazione per l’avvio di un piano d’intervento locale

Aree di intervento per i piani di zona

Presidio Carcere della Provincia di Milano

Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria

La Casa Circondariale di Monza e il C.S.S.A. di Milano

Il carcere e le comunità locali

 

Documento dell’Assemblea dei Sindaci Asl 3 - 26 settembre 2003

 

L’Assemblea dei Sindaci dell’Azienda Sanitaria Locale della provincia di Milano 3, riunitasi il 26 settembre presso la Casa Circondariale di Monza, in via Sanquirico, dopo avere preso visione del documento proposto dal Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci ed aver ascoltato i direttori del carcere e del C.S.S.A., il consulente particolare del Ministro di Giustizia ed alcuni responsabili del cooperativismo sociale e del volontariato, riconoscendo l’urgenza di un impegno morale e politico per superare la situazione di disfunzionalità e di tormento esistenziale che rafforza l’emarginazione, ritenendo altresì che sia necessario interrompere il nesso tra reclusione ed esclusione con interventi di inclusione sociale di cui debba farsi carico la comunità locale con uno spirito collaborativo e responsabile, assume i seguenti impegni:

promuovere e favorire un’azione politica per far conoscere all’opinione pubblica le problematiche interne al carcere;

sollecitare i vari livelli dell’Amministrazione dello Stato, Ministero di Giustizia, Regione, Provincia, e le Aziende Sanitarie ed ospedaliere all’assunzione delle rispettive responsabilità in ordine allo stanziamento di adeguate risorse per garantire l’assolvimento dei compiti istituzionali nel rispetto dei diritti umani e della dignità individuale, superando le attuali carenze di organico, riattivando i laboratori per la riabilitazione attraverso il lavoro, provvedendo agli approvvigionamenti igienico - sanitari ed al sostegno assistenziale minimo oggi non assicurati, superando la situazione di sovraffollamento, provvedendo agli interventi di manutenzione degli immobili necessari a garantire condizioni di abitabilità;

prevedere un fondo sociale a carico delle Amministrazioni comunali all’interno dei Piani di Zona di cui alla legge 328/00 per supportare il reinserimento lavorativo ed abitativo degli ex detenuti e dei condannati a misure alternative, attraverso l’affidamento di nuove commesse all’interno del carcere, favorendo la qualificazione professionale con l’attuazione dei progetti "Oltre il carcere" e "Reti in rete", migliorando l’apporto dei servizi comunali già in essere, promuovendo un’adeguata politica della casa e progetti di housing sociale, reperendo una sede decentrata per il C.S.S.A.;

istituire un nucleo di monitoraggio che tenga costanti rapporti con la direzione della Casa circondariale al fine di rilevare e prevenire l’insorgere di criticità;

sostenere le Associazioni di volontariato che operano a favore della popolazione carceraria sia all’interno della struttura detentiva che all’esterno sul territorio;

promuovere una Conferenza interistituzionale nella quale fare il punto sulle iniziative ed azioni adottate dai Piani di Zona, aggiornando le proprie linee guida agli eventuali cambiamenti e necessità rilevate.

Il carcere come un pezzo della città

 

Questa iniziativa ha origine dalle indicazioni che all’interno della legge 328 già indicavano percorsi di collaborazione tra gli enti e il territorio organizzato in ! distretti socio-sanitari.

Su sollecitazione dell’associazione Carcere e Territorio il Tavolo Interdistrettuale (che raccoglie i presidenti e i direttori di piano dei singoli distretti) abbiamo affrontato il tema della detenzione e dei rapporti tra la casa circondariale di Monza e il territorio. Devo subito dire che c’è stata la adesione e la partecipazione di tutti gli ambiti di responsabilità legati al tema.

Dopo alcuni mesi di lavoro ecco prodotto un documento che ha lo scopo di dare indicazioni, orientare eventuali scelte che I ciascun distretto potrà attivare e rispondere così alla progettualità. Gli obiettivi sono perciò di introdurre all’interno dei P.d.Z. la tematica legata al carcere, e mantenere viva e costante la tematica carceraria (segno di poca civiltà carcere come tema estivo)

Estensori del documento

Direzione del Carcere

Rappresentanti delle Guardie

Rappresentante del Governo

Rappresentanti delle varie organizzazioni

Sindaci e assessori

Presentazione del documento (Maci e Villa)

Direzione carcere

Don Marco

Intervento degli invitati

Conclusione del Sindaco Faglia

Sintesi degli impegni che adottiamo

Politiche sociali a favore delle persone detenute e/o sottoposte a misure restrittive della libertà

 

Linee guida

 

Il presente documento intende favorire le politiche sociali a favore delle persone detenute e lo sottoposte a misure restrittive della libertà residenti o domiciliate nei comuni della Asl Provincia di Milano 3, secondo le indicazioni metodologiche, le finalità e gli obiettivi della Legge 328/00 e del Piano Sociale Nazionale. È rimandata alla programmazione locale dei Piani di Zona la scelta e la definizione delle specifiche azioni sulle aree indicate dal documento e agli enti coinvolti (P.R.A.P.; C.S.S.A.; Provincia di Milano; Direzione Casa Circondariale di Monza) la piena partecipazione alle medesime attraverso la sottoscrizione dell’Accordo di Programma previsto dalla legislazione in materia. L’auspicio è di agevolare il lavoro programmatorio dei P.d.Z. nell’affrontare una problematicità complessa (l’esecuzione penale) sollecitata, oltre che dalla legge di riforma sociale, dalla presenza sul territorio della Casa Circondariale di Monza.

L ‘impegno che si richiede alle agenzie coinvolte consiste nel favorire ogni possibile coordinamento interistituzionale, per stabilire buone prassi a favore di una popolazione a rischio di esclusione sociale, nella responsabilità di garantire loro i diritti di cittadinanza offerti alla generalità della popolazione. Tutto ciò sarà possibile se gli Amministratori Pubblici locali, provinciali, regionali e della Direzione della Casa circondariale, con il concorso della società civile organizzata, promuoveranno iniziative e azioni allo scopo finalizzate, assegnando le necessarie risorse economiche, professionali e organizzative, senza le quali gli intenti non possono tradursi in azioni.

 

Quadro istituzionale e normativo di riferimento

 

Il quadro istituzionale e normativo di riferimento nazionale e regionale orienta e inquadra l’ambito operativo delle politiche sociali nell’area della detenzione. Questo documento, sinteticamente richiama i contenuti del quadro normativo che indica le titolarità, le azioni attivate o attivabili, descritte nelle successive aree d’intervento.

 

Il quadro normativo

 

l’art. 19 comma 1 della L. 328/00 prevede che nella definizione dei Piani di Zona, si determinano "modalità per realizzare il coordinamento con gli organi periferici delle amministrazioni statali, con particolare riferimento all’amministrazione penitenziaria e della giustizia";

l’accordo quadro tra Regione Lombardia, Ministero della Giustizia, D.G.R. 6 agosto 2002, n° 7/10054, individua priorità in materia penale per l’attuazione delle disposizioni contenute nel D.P.G.R. 28 giugno 1999, n° 33438 "Esecuzione del protocollo d’intesa tra Ministero della Giustizia e la Regione Lombardia";

il Piano Socio Sanitario Regionale 2002/2004 indica l’insieme degli obiettivi per il sostegno alle iniziative volte a fronteggiare il disagio e l’emarginazione nell’area penale;

la legge 22 giugno 2000, n° 193 "Norme per favorire l’attività lavorativa dei detenuti", definisce strumenti e opportunità per l’occupazione di detenuti in attività intra ed extra murarie;

il D.Lgs. 22 giugno 1999, n° 230 "Riordino della medicina penitenziaria, a norma dell’articolo 5 della L. 30 novembre 1998, n° 419" che assegna alle Asl la tutela della salute nei penitenziari ha trasferito, dalla medicina penitenziaria alle Asl l’assistenza sanitaria dei detenuti tossicodipendenti;

il D.G.R. 19 ottobre 2001 n° 7/6471 "La riorganizzazione dell’assistenza territoriale dei malati di Aids e presa in carico dei malati di Aids nell’area penale" indica le misure sanitarie in ambito carcerario a favore di questa tipologia di persone.

 

L’iniziativa territoriale

 

La normativa sopra citata riflette la presenza di iniziative nel territorio della Asl – MI 3 Monza, in qualche caso anticipatrici di azioni e interventi contenuti.

 

Esse sono:

il Tavolo Interistituzionale che dal giorno 4 novembre 2002 si è costituito tra: Direzione Casa Circondariale, Presidenza Conferenza dei Sindaci Asl – MI 3 Monza; C.S.S.A. di Milano; C.C.T. di Monza e Brianza; P.R.A.P., Provincia di Milano, allo scopo di analizzare le problematiche della detenzione in applicazione della legge 328/00 art. 19 comma e, di cui il presente documento rappresenta l’ambito dei lavori;

la presenza storica del Comitato Carcere Territorio di Monza e Brianza, impegnato sulle problematiche della detenzione;

i progetti d’inserimento lavorativo della Provincia di Milano - Fse "Euridice - Orfeo" per le persone detenute o in esecuzione penale esterna o ex detenuti;

il progetto "Oltre il Carcere" promosso dai Centri Lavoro di Monza e Vimercate;

l’esperienza della cooperazione sociale locale nei percorsi di formazione orientamento e inserimento lavorativo dei detenuti e ex detenuti, svolti all’interno della Casa Circondariale di Monza o presso le proprie strutture;

il supporto degli enti di formazione professionale, della scuola e del volontariato alle attività trattamentali nella Casa Circondariale di Monza;

l’assunzione dell’assistenza sanitaria per detenuti tossicodipendenti alla Asl – MI 3 la quale opera attraverso il gruppo carcere del Ser.T.;

le convenzioni tra la Direzione del Carcere di Monza con la Asl 3 Monza e le A.O. locali per gli interventi sanitari e di medicina di comunità;

il progetto "Housing sociale" dei Comuni di Monza e Villasanta, per la residenzialità temporanea di detenuti ex detenuti.

La Casa Circondariale di Monza e il C.S.S.A. di Milano

 

La popolazione delle persone detenute o sottoposte a misure restrittive della libertà presente nei comuni della Asl – MI 3 Monza e nella Casa Circondariale è stimata in 1.300; rimandiamo agli allegati della Casa Circondariale e del CSSA le specifiche sui dati e sulle attività in essere.

Si richiamano nel presente documento i nodi problematici che sottolineano l’urgenza e l’utilità di promuovere politiche sociali locali nei P.d.Z.. La lettura dei dati della Casa Circondariale presenta un quadro critico relativo a:

sovraffollamento con conseguenti ricadute sul piano della qualità della vita (collettiva e individuale) negli ambiti delle attività trattamentali, del lavoro, della salute;

carenza di personale di Polizia Penitenziaria con ricadute sulla sicurezza, e su pesanti carichi di lavoro;

carenza di educatori con gravi difficoltà nello svolgere ciò che alla loro funzione è attribuito dall’Ordinamento Penitenziario;

emergenza relativa agli aspetti sanitari (assistenza medica, carenza di farmaci).

 

Da segnalare il recente rientro di assistenti sociali del CSSA. La tipologia dei detenuti (stranieri, tossicodipendenti, sofferenti mentali) introduce una specifica problematicità, aggravata dalla detenzione, sulla quale è auspicabile si attivi una corresponsabilità istituzionale affinché si determinino le condizioni per alleggerirne le sofferenze e garantire una buona presa in carico.

Accordo di collaborazione per l’avvio di un piano d’intervento locale, finalizzato a favorire il reinserimento sociale di persone adulte sottoposte a misure restrittive e/o limitative della libertà personale nell’ambito dei Comuni del territorio della Asl Provincia Milano 3

 

Ottobre 2003

 

Le Amministrazioni dei Comuni afferenti al territorio dell’Asl Provincia Milano 3, facendo seguito agli impegni assunti nel corso dell’Assemblea tenutasi presso la Casa Circondariale di Monza il 26 settembre 2003, ritenendo il Carcere una realtà interna e quindi non estranea alla Comunità Locale, nel rispetto della normativa vigente sull’assetto degli Istituti Penitenziari e dei Centri Territoriali di Servizio Sociale per Adulti, in ottemperanza alle indicazioni metodologiche, alle finalità ed agli obiettivi della legge 328/2000 e del successivo Piano Sociale Nazionale, in attuazione di quanto definito nell’accordo- quadro sottoscritto dalla Regione Lombardia e dal Ministero della Giustizia il 3 marzo 2003 finalizzato al raggiungimento di modelli di collaborazione inter istituzionale, sancito dal protocollo d’intesa sottoscritto nell’anno 1999, tenuto conto di quanto definito dalle Linee Guida contenute nel documento del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci dell’Asl Provincia Milano 3, al fine di realizzare un piano d’intervento comune rivolto a soggetti adulti sottoposti a misure restrittive e/o limitative della libertà personale, integrando le rispettive e reciproche competenze con l’obiettivo di favorirne il recupero ed il reinserimento sociale individuano quali priorità:

l’istituzione nell’ambito dei Piani di Zona Distrettuali di un fondo sociale fInalizzato a favorire l’elaborazione di politiche sociali a favore di persone sottoposte a misure restrittive della libertà;

il reperimento a Monza di una sede decentrata per il Centro Servizio Sociale per Adulti di Milano per favorire la territorializzazione della pena;

l’apertura di uno sportello sociale all’interno della Casa Circondariale di Monza;

il sostegno, anche economico, delle Associazioni di Volontariato che operano a favore della popolazione carceraria sia all’interno che all’esterno della struttura carceraria;

la promozione di politiche abitative, formative ed occupazionali attraverso l’attuazione di progetti di housing sociale, con particolare riferimento alla specifica destinazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica ed alla destinazione di commesse di lavoro;

l’affidamento al Tavolo interistituzionale del monitoraggio della situazione relativa alla Casa Circondariale di Monza, al fine di rilevare e possibilmente prevenire l’insorgere di criticità;

la indizione di una conferenza annuale per la valutazione dell’andamento delle iniziative sociali in atto.

 

individuano altresì

 

la necessità di porre in atto interventi che favoriscano la permanenza degli operatori di polizia penitenziaria sul territorio attraverso specifiche agevolazioni nell’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica

 

invitano l’Amministrazione Comunale di Monza

 

ad assumere il ruolo di Ente Capofila interlocutore privilegiato nei confronti di tutti gli organismi dell’Amministrazione Statale, Regionale, Provinciale, della Asl, delle Aziende Ospedaliere, del Mondo del Lavoro, del Terzo Settore;

 

concordano che

 

ogni Amministrazione Comunale possa singolarmente promuovere interventi ed iniziative aggiuntivi a quanto previsto nel presente accordo.

 

Monza, 6 ottobre 2003

 

ASL 3 - Azienda sanitaria locale

Via Elvezia n. 38 - 20334 – Monza

Tel. 039.9438945 - Fax 039.038498

Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci

Azienda Sanitaria Locale - Provincia di Milano 3

Aree di intervento per i piani di zona

 

Si ritiene utile suddividere per aree e ambiti d’intervento le scelte di politiche sociali allo scopo di facilitare la programmazione locale dei P.d.Z.. Nelle aree sono indicate: le istituzioni e i soggetti titolari delle azioni già attive e/o attivabili, che sono presenti nel quadro normativo di riferimento o frutto dell’iniziativa territoriale. Per agevolarne la lettura sono presentate in forma di tabelle.

 

Area attività trattamentali

 

 

Enti / Istituzioni

 

Regione;

Lombardia;

Enti Locali;

Provincia;

Distretti scolastici;

Terzo settore;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ministero Giustizia

 

Soggetti

 

Centri territoriali permanenti;

Centri di formazione professionale;

Direzione carcere;

Cooperative sociali;

Volontariato;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C.S.S.A.

 

 

Azioni

 

Costruzione di un sistema integrato di formazione scolastica e professionale riqualificazione - istruzione:

servizi di orientamento alle opportunità formative - progetti formazione lavoro in carcere e in misura alternativa - recupero scolastico da cui acquisire crediti formativi spendibili, all’esterno,flessibili in contenuti e durata - insegnamento della lingua italiana per stranieri percorsi interculturali - corsi professionali;

laboratori;

Misure di mediazione culturale per detenuti e soggetti in misura alternativa stranieri;

Informazioni, consulenza e orientamento ai soggetti in esecuzione penale interna ed esterna, alle loro famiglie, ad altri Enti e soggetti coinvolti;

Sostegno e accompagnamento ai soggetti in misura alternativa.

 

Area lavoro e occupazione

 

 

Enti/ Istituzioni

 

Regione Lombardia

 

 

 

 

 

 

 

Provincia di Milano

 

 

 

 

 

 

 

Ministero Giustizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Enti Locali

 

 

 

 

 

 

 

 

Terzo settore

 

 

 

 

 

 

 

Soggetti sociali

 

 

 

 

 

Soggetti

 

Direzione Industria;

piccole e medie imprese e cooperazione e turismo;

Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale

 

 

 

Ufficio Presidio Carcere

 

 

 

 

 

 

 

CSSA

 

 

 

 

 

 

 

Comuni; Asl 3 Monza

 

 

 

SIL

 

 

 

 

Centri Lavoro Monza e Vimercate

 

 

 

 

 

 

 

Cooperazione sociale

 

 

 

 

 

 

 

Associazioni imprenditoriali

 

 

Organizzazioni sindacali

 

 

 

 

Azioni

 

Accordo di Programma RL e MG: "Incentivi per inserimento lavorativo";

Assegnazione quote parte di commesse di enti pubblici per lavoro intramurario ed extramurario;

Formazione Professionale Gestione progetti FSE "Euridice Orfeo";

Incontro domanda offerta banca dati ecc.;

Borse lavoro per inserimento di tossicodipendenti, alcooldipendenti e affetti da AIDS;

Borse lavoro per soggetti in 47 OP;

Erogazione di commesse per attività di lavoro intramurario

 

Destinazione di commesse di lavoro per attività intramurarie;

Assunzione persone sottoposte a misure restrittive della libertà;

 

Assunzione in carico di persone ristrette e in misura alternativa per percorsi d’inserimento lavorativo;

 

Gestione del progetto "Oltre il carcere" e degli strumenti previsti dai progetti Fse "multi misura" a favore di adulti in difficoltà

 

 

 

 

Disponibilità di posti di lavoro riservati a detenuti, ex detenuti e ammessi alle misure alternative come da convenzioni L. 381/91, ulteriormente implementabili da accordi/convenzioni con EE.LL.

Azioni di contrasto ai pregiudizi presenti nel mondo dell’impresa, nei confronti di detenuti, ex detenuti e in misura alternativa per favorire percorsi d’inserimento lavorativo (accordi con Organizzazioni Sindacali ed imprenditoriali).

 

Area residenzialità

 

 

Enti/ Istituzioni

 

Regione Lombardia

 

 

 

 

 

 

 

Enti locali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ministero Giustizia

 

Soggetti

 

Uffici competenti

 

 

 

 

 

 

 

Comuni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C.S.S.A.

 

 

Azioni

 

Accordo di Programma RL e MG: edilizia penitenziaria: reparti a custodia attenuata; reparti destinati all’esecuzione di misure alternative alla detenzione;

individuazione di una sede decentrata del CSSA a Monza per un migliore raccordo con il territorio;

l’avvio di nuove politiche per interventi di accompagnamento sociale;

Progetto "Housing sociale" per la residenzialità temporanea di detenuti ex detenuti; Comuni di Monza e Villasanta ;

revisione regolamento ALER per individuare un certo numero di alloggi da destinare a categorie deboli, - individuazione di aree da destinare ad edilizia pubblica, nell’ambito dei Comuni afferenti al territorio ASL/3 Monza;

Accordi di programma in attuazione dei Programmi Operativi regionali per l’edilizia sociale;

Destinazione di alloggi comunali per sostegno abitativo temporaneo a detenuti o ex detenuti inseriti in percorsi di risocializzazione;

Accordi con proprietari per affitti negoziati agevolati ;

 

Segnalazioni ai Servizi Sociali per l’assegnazione di alloggi a condannati senza fissa dimora per agevolare la fruizione di benefici.

 

Area tutela della salute

 

 

Enti/ Istituzioni

 

ASL-ML 3 Monza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASL/A.O.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A.O.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ministero Giustizia

 

Soggetti

 

Dipartimento

Prevenzione

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimenti

ASSI/Ser.T.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DSM

 

 

 

 

 

 

 

 

Medicina penitenziaria

 

 

Azioni

 

Programmi di igiene ambientale;

alimentare, ecc. ;

Programmi di profilassi e controllo delle principali malattie infettive;

Programmi di formazione per detenuti e ammessi alle misure alternative e operatori penitenziari;

 

Sviluppo attività dell’equipe carcere; protocolli metadonici

 

Assistenza farmaceutica per malati di AIDS e specialistica, in accordo con le A.O. - "Unità organizzative di malattie infettive";

attivazione degli interventi per il ricovero presso strutture extra ospedaliere con particolare attenzione a soggetti stranieri senza permesso di soggiorno;

 

Tutela della salute mentale nella Casa Circondariale di Monza: definizione di un protocollo operativo specifico in applicazione l’Accordo di Programma per la salute mentale sottoscritto tra A.O San Gerardo, Asl 3 Monza e Comuni

 

Assistenza sanitaria ai detenuti

 

 

Area sostegno alla famiglia

 

 

Enti/ Istituzioni

 

Enti Locali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ministero Giustizia

 

Soggetti

 

Comuni; Cooperazione sociale; Volontariato;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C.S.S.A.

 

 

Azioni

 

misure di contrasto all’esclusione sociale e sostegno all’autonomia (sostegno al reddito - scolastico accompagnamento sociale);

attività di sportello sociale alle famiglie di soggetti detenuti;

prolungamento linee di trasporto urbano fino alla Casa Circondariale - Monza;

interventi di raccordo fra offerte riabilitative(lavoro, residenzialità, contatti con la rete familiare; ecc.) a favore di detenuti prossimi alla scarcerazione, ex detenuti e soggetti in misura alternativa;

 

Interventi a sostegno della madre con problemi penali e figlio di età inferiore ad anni tre

 

Area della formazione degli operatori

 

 

Enti/ Istituzioni

 

Regione Lombardia;

Provincia di Milano;

 

Soggetti

 

Prap

 

 

Azioni

 

Formazione congiunta sul lavoro di rete;

Formazione congiunta sull’integrazione interistituzionale;

Acquisizione di competenze transdisciplinari e sovrafunzionali concernenti la progettazione integrata rivolti a Operatori Ministero della Giustizia (Istituti e Centri di Servizio Sociale) degli Enti Locali, del terzo settore, volontari e scolastici

 

Area integrazione con le politiche sociali orientate alla sicurezza urbana

 

 

Enti/ Istituzioni

 

Enti Locali; Terzo settore

 

 

 

Ministero Giustizia

 

Soggetti

 

Comuni; distretti scolastici;

volontariato

 

 

C.S.S.A.

 

 

Azioni

 

Promozione di Rete di solidarietà fra condomini;

Sportello per vittime di reati (anziani; donne; minori);

Mediazione dei conflitti urbani;

attività di educazione alla legalità;

Servizio civile volontario;

Tutela delle donne e minori vittime di violenza familiare;

Incidenza sul grado di sicurezza urbana conseguente all’azione di reinserimento sociale operata mediante il positivo esito delle misure alternative ovvero potenziale riduzione della recidiva

 

Conclusioni

 

Nel ribadire che lo scopo del documento consiste nell’evidenziare le possibilità degli interventi locali a favore dei detenuti, ex detenuti e sottoposti a misure restrittive della libertà, che nei P.d.Z. possono essere assunti, occorre ricordare quanto complessa sia l’attuazione e l’applicazione del quadro legislativo di riferimento.

Le cause sono ascrivibili a storiche difficoltà nell’avere risorse economiche, adeguate alle azioni che la normativa prevede e dalla scarsa esperienza locale di "buone pratiche istituzionali", che hanno visto il carcere e la detenzione come ambito separato dalle proprie responsabilità e di sola pertinenza ministeriale. Occorre invece promuovere politiche sociali a scavalco dei tanti muri per affermare i diritti di cittadinanza anche per le persone che, pur avendo compiuto un reato, sono cittadini della Comunità Locale.

Alla programmazione zonale, ai soggetti chiamati in causa, sono quindi assegnati i compiti di rilevazione dei bisogni e delle risposte per queste fasce di cittadini, nella consapevolezza che si possono trovare percorsi positivi di riabilitazione, importanti sia per la persona che per la comunità locale. La sfida è interrompere il nesso che esiste tra reclusione e esclusione, contrapponendo a quest’ultima un processo di azioni e interventi di inclusione sociale di cui può farsi carico solo la comunità locale in uno spirito collaborativo e responsabile.

È in questo spirito che si richiama l’attenzione delle istituzioni locali: Comuni, Asl – MI 3 di Monza, Aziende Ospedaliere, alla assunzione di impegni strutturali dai quali saranno possibili le azioni specifiche indicate dalle linee guida.

 

Essi sono

 

la destinazione di una quota del fondo sociale per realizzare le politiche di cui al presente documento;

l’impegno a destinare una quote percentuali di commesse di lavoro da effettuarsi nell’ambito intra e extra murario della Casa Circondariale di Monza, per implementare le politiche occupazionali per detenuti, ex detenuti, persone sottoposte a misure restrittive della libertà;

individuare "spazi alloggio", nel patrimonio di edilizia popolare, finalizzati ad integrare percorsi individuali di reinserimento sociale;

realizzare un progetto di tutela della salute attento alle emergenze sanitarie nella casa Circondariale di Monza

In ottemperanza a quanto la legge quadro di riforma sociale (legge 328/00), che individua nella programmazione partecipata uno strumento indispensabile nella costruzione di un nuovo welfare, con cadenza biennale, la Presidenza della Conferenza dei Sindaci della Asl 3 di Monza promuoverà una Conferenza interistituzionale nella quale fare il punto sulle iniziative e azioni adottate dai Piani di Zona, aggiornando le proprie linee guida agli eventuali cambiamenti e necessità rilevate.

 

Monza, 16 luglio 2003

 

Il Presente documento è stato redatto da Francesca Maci (Ass. Soc. Comune di Seveso), Danilo Villa (Comitato Carcere Territorio - Monza).

Alla Redazione hanno collaborato: Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria - Regione Lombardia Centro Servizi Sociali Adulti di Milano - Ministero di Giustizia Presidio Carcere - Provincia di Milano Direzione Casa Circondariale di Monza Centro Carcere e Territorio – Monza

Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria

 

Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (Prap) è l’organo decentrato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Prap promuove il coordinamento operativo in sede regionale degli Istituti e Centri di Servizio sociale, ha inoltre funzioni di verifica e di controllo sul funzionamento degli stessi.

Le funzioni svolte dal Provveditorato sono organizzate in Aree che hanno competenza tecnica ed operativa nelle materie di propria competenza. L’Area del trattamento intramurario cura, in generale, che tutti i progetti e le iniziative svolte negli Istituti mirino a migliorare il livello del trattamento dei detenuti e degli internati e la qualità della loro vita. Le sfere di competenze dell’Ufficio sono in particolare:

attività connesse all’osservazione scientifica della personalità dei condannati;

attività legate all’accoglienza dei detenuti in Istituto e alla loro dimissione;

progettazione a livello regionale di concerto con l’ufficio Scolastico Regionale, la Regione e la Provincia dell’offerta formativa presente negli istituti

cura l’insieme delle attività connesse al lavoro dei detenuti e alle lavorazioni presenti negli Istituti, con particolare riferimento all’applicazione della legge Smuraglia;

promozione e cura dei rapporti con le agenzie territoriali, con il terzo settore, con il volontariato;

valutazione dei progetti speciali o innovativi tesi alla promozione di nuovi servizi e dei servizi esternalizzati;

cura dei rapporti con le Università ed Enti di ricerca;

in collaborazione con l’area penale esterna metta a punto e sperimenta i nuovi strumenti di welfare mix per la costruzione di partnership e di progetti alla luce della vigente normativa in tema di sistema integrato di servizi.

Presidio Carcere - Provincia di Milano

 

La Provincia di Milano, a partire dal dicembre 1997 (D.L.vo 469/979) nella graduale operazione di decentramento delle funzioni del Ministero del lavoro, è l’ente titolare dei Servizi all’impiego e delle politiche del lavoro territoriali, rivolte anche ai cittadini svantaggiati, fra i quali i detenuti e gli ex detenuti. È l’ente competente in materia di Formazione professionale, redige il Piano annuale della Formazione, all’interno delle linee programmatiche definite dalla Regione Lombardia. Gli enti accreditati (fra i quali anche 6 CFP a diretta gestione provinciale) gestiscono i corsi e l’attività formativa diretta.

I Centri per l’impiego costituiscono un importante punto di riferimento sia per i cittadini alla ricerca di occupazione che per i datori di lavoro, fornendo servizi di informazione, accoglienza e orientamento, oltre agli adempimenti amministrativi necessari per l’accesso all’occupazione.

Partecipando ai Progetti Orfeo e Euridice, contribuiscono al percorso d’inserimento lavorativo delle persone detenute o in esecuzione penale esterna.

Due operatori individuati quali referenti per ciascuno degli Istituti Penitenziari fra cui Monza - d’intesa con le Direzioni del Carcere e con gli altri partner progettuali, provvedono alla registrazione delle "disponibilità al lavoro" (previste dal D.L.vo 181/2000, come modificato dall’art. 3 del D.L.vo 297/2002) ed alla raccolta delle autocertificazioni inerenti i dati della disoccupazione dei detenuti, rilasciando appositi moduli che attestano la registrazione nelle banche dati provinciali. Si occupano anche dell’iscrizione nelle liste dei disabili, con riferimento alla Legge 68/99 e del rilascio delle autorizzazioni previste per le temporanee attività lavorative esterne svolgibili da parte di detenuti stranieri.

Il Progetto O.R.F.E.O. (Orientamento, Formazione e Occupazione - Detenuti) finanziato nell’ambito del Fse 2001/2002 Ob. 3 - Dispositivo Multi misura quale Progetto integrato è realizzato da 6 partner, riuniti in ATS: Consorzio Nova Spes (Capofila), Agenzia di Solidarietà per il lavoro Consorzio, C.S.e L., Consorzio 5.1.5., ENAIP Lombardia Provincia di Milano.

Obiettivo: fornire servizi di orientamento e di accompagnamento finalizzati al reinserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti sia adulti che minori. Ha durata di 12 mesi: dal 15 ottobre 2002 al 30 settembre 2003.

Si rivolge a 450 persone ristrette nelle libertà, e recluse negli Istituti di: Milano S. Vittore, Opera, Bollate e Monza, ed a giovani dell’IPM Beccaria, nonché a detenuti presso il domicilio o in esecuzione penale esterna e ad ex detenuti. Sviluppa azioni interne ed esterne agli Istituti, fra le quali:

incontri di gruppo per informazione orientativa;

colloqui di accoglienza, percorsi individuali di integrazione;

bilanci attitudinali;

counselling orientativo;

tirocini e stages presso cooperative ed imprese esterne.

 

Il Progetto Euridice (Sostegno all’inserimento lavorativo di persone ex detenute, detenute nelle carceri della Provincia di Milano e in esecuzione penale esterna - Centro Documentazione e Spazio Informagiovani c/o I.P.M. Beccaria - Sensibilizzazione e coinvolgimento del sistema produttivo Formazione integrata degli operatori), finanziato da Regione Lombardia e Provincia di Milano, è realizzato da 6 partner riuniti in ATS: Provincia di Milano (Capofila). Agenzia di Solidarietà per il lavoro, Consorzio Nova Spes, Consorzio C.S. & L., Consorzio SIS, Enaip Lombardia.

 

Obiettivo

 

fornire servizi di sostegno e di accompagnamento finalizzato al reinserimento lavorativo di detenuti ed ex-detenuti e supportare i soggetti ristretti nella libertà durante la ricerca di opportunità lavorative;

sensibilizzare e coinvolgere il sistema produttivo milanese nell’inserimento lavorativo di detenuti ed ex-detenuti;

implementare un Centro Documentazione e Spazio Informagiovani nell’I.P.M. Beccaria;

realizzare formazione integrata agli operatori.

 

Ha durata di 12 mesi: dal I aprile 2003 al 30 aprile 2004. Si rivolge potenzialmente allo stesso numero di soggetti ristretti nelle libertà reclusi negli Istituti Penitenziari succitati, ai giovani dell’I.P.M. Beccaria, a soggetti in detenzione domiciliare, in esecuzione penale esterna, ad ex detenuti. Sviluppa azioni interne ed esterne agli Istituti coerenti con l’obiettivo descritto.

Statuto del Comitato Carcere Territorio di Monza e Brianza

 

Istituzione

 

Il Comitato Carcere e Territorio di Monza e Brianza si costituisce per garantire politiche sociali di sostegno al detenuto, al condannato in misura alternativa, all’ex detenuto oltre che alle loro famiglie, promuovendo così una reale reintegrazione sociale degli stessi. Il Comitato assumerà le indicazioni contenute nel Protocollo d’Intesa tra la Regione Lombardia e il Ministero di Grazia e Giustizia, non che ogni altro atto istituzionale che successivamente si dovesse formalizzare in materia. La sede del Comitato è stabilita presso la Casa Circondariale Nuovo Complesso di Monza, Via San Quirico 9.

 

Finalità

 

Promuovere sul territorio una nuova cultura dell’accoglienza che superi i luoghi comuni associati alla figura del detenuto e del condannato in misura alternativa.

Coinvolgere tutte le realtà istituzionali ed associative presenti sul territorio al fine di operare secondo logiche di raccordo tra pubblico e privato.

Sollecitare le istituzioni pubbliche a promuovere politiche sociali atte a prevenire il disagio e i fenomeni criminosi e a reinserire nelle loro comunità locali i detenuti, e i condannati in misura alternativa.

Favorire lo sviluppo di prassi operative comuni da parte di tutti gli Enti Pubblici coinvolti.

Esprimere pareri, rilievi, raccomandazioni e proposte in materia di attività e servizi rilevanti per questo particolare tipo di popolazione.

Organizzare e programmare attività specifiche e sensibilizzazione della cittadinanza su tali problematiche.

Stimolare la creazione di una rete integrata dei servizi pubblici e del volontariato sociale finalizzata all’integrazione sociale e lavorativa di ex detenuti e di condannati in misura alternativa.

 

Ruolo e funzioni

 

Il Comitato deve essere:

strumento di partecipazione e di coordinamento istituzionali e non che operano nel settore;

strumento di promozione culturale e sociale;

organismo di consultazione per iniziative varie.

 

Composizione

 

Al Comitato attualmente aderiscono i rappresentanti (o delegati) di:

Direzione della Casa Circondariale di Monza;

Comune di Monza - settore servizi sociali;

Comune di Sesto S.G.;

Comune di Cologno M.se;

Comune di Brugherio;

Comune di Cinisello B.mo;

Comune di Villasanta;

ASL Provincia di Milano 3;

CGIL CISL UIL Brianza;

Caritas Decanale;

Coordinamento Organizzazioni Solidarietà Sociale - C.O.S.S. - Brianza;

Associazione Carcere Aperto;

Associazione Mosaico interculturale;

Cooperativa Il Ponte;

Cooperativa La Bottega Creativa;

Cooperativa Sammamet;

Cooperativa La Giara;

Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione;

Agenzia di Solidarietà per il Lavoro – Milano.

Al Comitato Carcere e Territorio di Monza e Brianza potranno inoltre aderire quegli Enti e quelle Associazioni che abbiano responsabilità o svolgano attività attinenti al presente Statuto e che condividano gli obiettivi del Comitato stesso. L’ammissione viene deliberata dal Comitato.

 

Funzionamento

 

Il Comitato Carcere e Territorio di Monza e Brianza, per l’espletamento delle funzioni esecutive, si dota di una segreteria costituita da n. 3 componenti indicati dal Comitato. Lo stesso si riunisce con cadenza trimestrale. Può comunque essere convocato in via straordinaria ogni volta se ne ravvisi la necessità. La seduta è valida con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti il Comitato.

Viene redatto il verbale della seduta a cura della segreteria, approvato dai presenti e inviato a tutti i componenti. Il Comitato assume le proprie decisioni con maggioranza assoluta dei presenti. La partecipazione al Comitato non dà diritto a gettoni di presenza, indennità, rimborsi spese.

 

Fondi

 

Il Comitato, nell’esercizio delle sue funzioni, si potrà avvalere di fondi che Enti e Associazioni possono destinare allo stesso.

 

Nota integrativa

 

a) Collaborazioni

 

AI Comitato Carcere e Territorio di Monza e Brianza collabora, anche attraverso la partecipazione agli incontri, il Centro di Servizio Sociale per Adulti - C.S.S.A. di Milano, che ne condivide i principi ispiratori e gli obiettivi.

 

b) Adesioni

 

Il Comitato, tra i propri compiti, ha anche quello di promuovere adesioni allo stesso tra quegli Enti e quelle Associazioni che abbiano responsabilità o svolgano attività attinenti allo Statuto e che del Comitato condividano gli obiettivi.

 

c) Segreteria tecnica

 

Attualmente è composta da Donatella Bolognini, Gigliola Cortese, Danilo Villa, Marco Meregalli. La segreteria ha compiti di raccordo tra tutti gli Enti coinvolti e funzioni tecnico-operative. Gli stessi sono delegati a partecipare ad eventuali riunioni ed incontri per nome e per conto del Comitato, sui quali poi riferirà allo stesso.

 

d) Sede del Comitato

 

La sede legale è stabilita presso la Casa Circondariale Nuovo Complesso di Monza, Via Sanquirico 9. In questa sede si svolgono inoltre le riunioni del Comitato.

 

Relazione di presentazione

 

Art. 27 - Costituzione Italiana: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".

 

"Privare un cittadino della libertà significa anche procedere alla sua riabilitazione. L’istituzione, la legge lo impone. Sono 25 anni che cerchiamo di attirare l’attenzione delle persone sulle carceri perché questo è un problema che le riguarda. La gente paga il carcere due volte, prima attraverso le tasse poi perché, non riuscendo ad educare viene meno alla sua funzione istituzionale, la persona viene restituita alla società, spesso peggiore di prima". Parole del direttore del Carcere San Vittore – Milano, dott. Luigi Pagano (Il Sole 24 Ore del 26 maggio 2002).

 

 

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