Interviste di "Ristretti"

 

Kamel ha sedici anni viene dal Marocco

Tre mesi di Italia “libera” e poi la galera

 

(Realizzata nel mese di ottobre 2004)

 

di Stefano Bentivogli

 

Quando ho spiegato a Tina Ciccarelli che ero alla ricerca di qualche testimonianza sulla situazione dei minori non accompagnati che avevano avuto esperienza di detenzione, mi ha detto che forse aveva la persona giusta. Kamel ha sedici anni ed è arrivato circa dieci mesi fa dal Marocco. Dopo tre mesi è stato portato in carcere dove è rimasto per sei mesi. È stato scarcerato e mollato in mezzo ad una strada dopo essere stato imbottito per tutto il periodo di detenzione di psicofarmaci. Raccolto dalla polizia è stato portato all’associazione tre giorni fa. Non è facile farlo parlare perché è un po’ depresso, del carcere ricorda solo la solitudine, le liti e gli psicofarmaci. Dell’Italia ha in mente la strada e le case abbandonate, ma vuole rimanere a tutti i costi, i suoi in Marocco hanno bisogno di soldi. L’Italia per lui resta un paese strano, tutti fumano le canne, perfino le donne, ma vendere fumo è vietato, si finisce in galera...

 

Kamel, come sei arrivato in Italia?

Sono arrivato dal Marocco con la barca, sono 10 mesi che sono in Italia. Sono venuto qui per lavorare e dare un aiuto alla mia famiglia. Ma in Italia poi non ho mai lavorato, ho cominciato subito a spacciare e basta.

 

Hai mai provato a trovarti un lavoro?

Sì, i primi giorni ho provato. Sono stato da mio cugino a Brescia, ma la padrona di casa ha scoperto che dormivo da lui ed ha minacciato di chiamare la polizia. Mio cugino si è spaventato, mi ha dato 100 euro e mi ha detto di andare via. Così sono venuto a Padova da un amico, ho spacciato droga per due mesi. Mi ha preso la polizia e sono stato portato in carcere a Potenza per sei mesi.

 

Com’è il carcere per un ragazzo minorenne?

Brutto, molto brutto. Si esce la mattina e si va a fare colazione, poi al al campo a giocare. A mezzogiorno si mangia e poi si torna in cella. Si esce di nuovo alle cinque a giocare, si cena alle otto e poi si torna in cella. Tutti i giorni così. 

 

Hai avuto la possibilità di contattare la tua famiglia dal carcere?

Senti, per sei mesi non ho più parlato con la mia famiglia. Ho chiesto di chiamarla e ho dato l’indirizzo di casa. Ho fatto la richiesta per telefonare, ma loro mi hanno risposto sempre di no.

 

Come andavano le cose con gli altri ragazzi che erano dentro?

Era un casino, tu lo sai il carcere com’è. Proprio perché sono stato sei mesi senza chiamare la mia famiglia, ero molto nervoso e facevo casino. Mi era venuto anche mal di stomaco per l’ansia e, se qualcuno mi faceva arrabbiare, subito lo attaccavo. Quando sono uscito dal carcere avevo già preso cinque rapporti ed una denuncia.

 

Cosa facevano per farti stare più calmo?

Mi davano le gocce, Minias, Valium, sono arrivato una volta a 120 gocce e Tavor, ho mangiato anche le pasticche.

 

Con le medicine riuscivi a stare un po’ più calmo?

Sì, anche troppo calmo perché con tutte quelle gocce non facevo più niente e pensavo anche troppo.

 

Quando sei uscito ti hanno portato qui?

No, sono stato fuori due settimane poi sono arrivato qui. Avevo qualche soldo, dei vestiti, ma non ho trovato nessuno. I miei amici erano tutti finiti in carcere, sono andato a dormire in stazione, poi ho trovato una casa abbandonata e ho cominciato a dormire là. Sempre meglio della strada, faceva freddo la sera. Al mattino alle otto mi ha fermato la polizia, mi hanno portato in questura dove mi hanno detto che un minorenne non poteva stare per strada. È stata la polizia a portarmi qui in comunità.

 

Ora come vanno le cose, hai anche smesso di prendere tutte quelle gocce?

Non mi sento molto bene perché ho preso per sei mesi tutte quelle medicine, non sto bene dentro, ho mangiato troppe pasticche e gocce.

 

Cosa pensi di fare, appena ti sarai ripreso fisicamente?

Voglio trovare un lavoro, fare una vita senza problemi e basta. Lo so che è difficile in Italia trovare lavoro e fare una vita senza problemi, ma io voglio stare qua e fare i documenti, dopo coi documenti trovo un lavoro giusto.

 

Ora probabilmente ti manderanno anche a scuola?

Non mi piace la scuola, mi piace solo il lavoro. Vorrei fare il meccanico, a me piace fare il meccanico.

 

Lo sai che anche per fare il meccanico in Italia occorre andare a scuola, la scuola per meccanici?

Io ho già lavorato come meccanico per un anno.

 

Qual è il tuo primo desiderio in questo momento?

I documenti, per avere un lavoro. Ho parlato ieri sera al telefono con mio padre che è rimasto solo con mio fratello, c’è bisogno di soldi.

 

Prima di entrare in carcere facevi uso di droga?

No, tranne le canne, ma quella è droga leggera.

 

Non lo sai che in Italia non si possono fumare le canne?

Ma se qui a Padova in piazza delle Erbe fumano tutti le canne, gli uomini e perfino le donne!

 

 

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