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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di lunedì 8 luglio 2024

di Enzo Bianchi

La Repubblica, 8 luglio 2024 Dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane ci sono stati cinquantatré suicidi ai quali vanno aggiunti molti altri nella società che non vengono resi pubblici, salvo quelli di personalità eminenti come il rettore dell’Università Cattolica di Milano Franco Anelli o dell’ex Capo di stato maggiore della Difesa generale Claudio Graziano che sorprendono e interrogano. In realtà, sempre l’atto del suicidio dovrebbe interrogarci perché chi si toglie la vita lo fa perché questa vita è diventata per lui insopportabile: a volte la causa è un fallimento, a volte è una vergogna, altre volte la perdita del senso del vivere, a volte il dolore di una malattia o di un lutto.

 

di Angelo Vitale

L’Identità, 8 luglio 2024 Un altro episodio della “strage delle carceri”: aveva 36 anni, originario di Cittanova in provincia di Reggio Calabria, da un paio di mesi era impiegato presso la Centrale Operativa Nazionale di Roma della Polizia penitenziaria, stamattina doveva assumere servizio, ma nella notte si è tolto la vita sparandosi, sembrerebbe, con l’arma d’ordinanza. “Sale così tragicamente a sei il numero degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita, il precedente a Favignana solo domenica scorsa, mentre a 52 ammontano i suicidi dei detenuti nello stesso periodo. Una carneficina, una strage senza precedenti e che non può non avere, seppur fra concause diverse, un’origine comune.

 

Il Riformista, 8 luglio 2024 Un altro suicidio legato alle carceri. Un agente della polizia penitenziaria di 36 anni si è tolto la vita a Roma. Era originario di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria. È il sesto agente suicida dall’inizio dell’anno, secondo la Uil-Pa Polizia Penitenziaria. “Aveva 36 anni, originario di Cittanova (RC), da un paio di mesi impiegato presso la Centrale Operativa Nazionale di Roma, stamattina doveva assumere servizio, ma nella notte si è tolto la vita sparandosi, sembrerebbe, con l’arma d’ordinanza” spiega il segretario generale del sindacato Gennarino De Fazio. L’emergenza e i numeri record dei suicidi in carcere continua.

 

di Davide Vari

Il Dubbio, 8 luglio 2024 Il ministro Carlo Nordio ospite di Bruno Vespa a Manduria parla dell’organo di autogoverno della magistratura: “Oggi il Consiglio superiore della magistratura è una specie di Parlamento che viene eletto dalle correnti”. La separazione delle carriere “è scritta nel programma elettorale del centrodestra, quindi c’è un vincolo elettorale. La faremo. Ma quello che è veramente rivoluzionario non è la separazione delle carriere, che di fatto quasi esiste già, perché la riforma Cartabia ha enormemente limitato i passaggi dall’una all’altra. La vera riforma è quella che riguarda il Consiglio superiore della magistratura”. Lo ha sottolineato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un intervento alla cena di ieri sera al “Forum in Masseria”, a Manduria, in Puglia, organizzato da Bruno Vespa.

 

di Grazia Longo

La Stampa, 8 luglio 2024 Il ministro alla Giustizia Carlo Nordio sostiene di “non voler imbavagliare la stampa”, ma è quanto meno singolare che il suo intervento al “Forum in masseria”, sabato sera nella tenuta di Bruno Vespa a Manduria, sia stato vietato ai giornalisti e diffuso solo ieri. In ogni caso, riferendosi al disegno di legge previsto in discussione alla Camera dopodomani sull’abolizione dell’abuso d’ufficio, il ministro prevede grande soddisfazione per “la grandissima parte degli amministratori, che magari hanno votato contro in ossequio a un ordine di scuderia, ma invece saranno contenti e magari quando mercoledì sarà approvata questa riforma, apriranno una bottiglia di spumante”.

 

di Valentina Maglione

Il Sole 24 Ore, 8 luglio 2024 Cadranno le contestazioni e si dovranno rivedere le condanne. Nuovo reato per colpire le condotte arbitrarie con contenuto patrimoniale. Addio alle contestazioni di abuso d’ufficio nei procedimenti in corso e per il futuro. E condanne definitive da rivedere. Sono queste le conseguenze che avrà l’abrogazione dell’articolo 323 del Codice penale, la norma più qualificante del disegno di legge di riforma voluto dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio: la disposizione è stata approvata in via definitiva la scorsa settimana, mentre il resto del disegno di legge attende il via libera finale da domani.

 

di Giovanbattista Tona

Il Sole 24 Ore, 8 luglio 2024 Dal 1° luglio si applicano alle impugnazioni le norme post-emergenziali. La trattazione orale si può proporre entro 15 o 25 giorni prima dell’udienza. Dall’1 luglio scorso le regole sui giudizi di impugnazione, introdotte a seguito della diffusione del Covid-19 e la cui vigenza era stata più volte prorogata fino al 3o giugno 2024, hanno lasciato il posto alle norme della riforma Cartabia, che mettono a regime alcuni dei meccanismi semplificati sperimentati nell’emergenza. E il decreto legge 89, in vigore proprio dal 30 giugno, che si occupa di “efficienza del processo penale”, conferma la trattazione scritta come modalità ordinaria per il giudizio in Cassazione, ma prevede termini più ampi per fare domanda di discussione orale.

 

di Luciano Moia

Avvenire, 8 luglio 2024 Critici i magistrati minorili sulla decisione di rimandare al 2025 la riforma. “Troppi errori in questa legge che penalizza i minori più fragili. Serve più tempo per rimediare a tre gravi errori”. Un appello ascoltato a metà. Dopo mesi di iniziative e di proteste da parte di magistrati, avvocati e addetti ai lavori, il Governo ha preso atto che la riforma finalizzata a realizzare il Tribunale per la famiglia non è percorribile. L’entrata in vigore, prevista per il 17 ottobre di quest’anno, è slittata alla stessa data del prossimo anno. Una scelta che, si dice, dovrebbe preludere a un rinvio più lungo.

 

di Gian Domenico Caiazza

Il Riformista, 8 luglio 2024 Le misure di prevenzione sono una peculiarità tutta italiana, oggi sotto osservazione da parte della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, che fatica a comprendere come sia possibile che una persona assolta dalla originaria accusa di essere mafioso o contiguo alla mafia, possa comunque essere privato di tutti i suoi beni perché sospetti di essere di provenienza mafiosa. Confidiamo, o comunque vivamente auspichiamo, che la giustizia sovranazionale sappia a breve ricondurre sui giusti binari dello Stato di Diritto la legislazione e la giurisprudenza nazionale, che in nome del contrasto - sacrosanto - alle mafie, ha dotato lo Stato di una micidiale santabarbara, in grado di radere al suolo - come si faceva in Vietnam con il napalm - anche ciò che con la mafia non ha nulla a che fare.

di Nando dalla Chiesa

Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2024 Ma davvero la mafia si è resa invisibile? Veramente non la si vede più in giro? Siamo certi che al Nord è diventata inodore incolore e insapore? Quando si dice tornare indietro… Tredici anni fa, con Martina Panzarasa, feci una ricerca sulla ‘ndrangheta di Buccinasco, la più forte della Lombardia, quella che dettava legge nel sud-ovest milanese e faceva da crocevia al Nord per i traffici di droga dopo averlo fatto per i sequestri di persona. La politica di quella zona dell’hinterland ne sminuiva la presenza. Voci, spiegava qualcuno un po’ seccato, calunnie anticalabresi.

 

di Carlo d’Elia

Corriere della Sera, 8 luglio 2024 Lo sfogo della signora Debora Russo, vedova di Claudio Manara, sindaco suicida a Corte Palasio: dopo la tragedia che ha colpito la sua famiglia lo scorso 29 maggio durante la campagna elettorale: “Era amareggiato per le tante bugie dette nei suoi confronti”. “Ricordo bene quella serata: una volta tornati a casa mio marito si è sdraiato sul divano, sudava, non era tranquillo. Non riusciva a capire come poteva difendersi da tutte quelle false accuse emerse in una campagna elettorale piena d’odio. Era amareggiato per le tante bugie dette nei suoi confronti”. Sfogliando le carte raccolte nell’ultimo mese, non riesce a darsi pace Debora Russo, la moglie di Claudio Manara, 67 anni, il sindaco di Corte Palasio, comune di appena 1.500 abitanti nel Lodigiano, morto suicida il 29 maggio.

 

di Fabio Fiorentin

Il Sole 24 Ore, 8 luglio 2024 La giustizia riparativa non ha natura giurisdizionale: i “paletti” messi dai giudici contribuiscono a frenare l’avvio dei programmi. Il procedimento di giustizia riparativa non ha natura giurisdizionale; si pone, piuttosto, in chiave di complementarietà “integrativa” del procedimento penale, nel quale si può innestare in qualsiasi stato e grado si trovi. I programmi riparativi e le attività ad essi connesse appartengono, dunque, non al procedimento penale, ma “all’ordine di un servizio pubblico di cura della relazione tra persone, non diversamente da altri servizi di cura relazionale ormai diffusi in diversi settori della sanità e del sociale”.

 

di Eleonora Panseri

fanpage.it, 8 luglio 2024

Si è tolto la vita in prigione Vincenzo Urbisaglia, l'81enne detenuto a Potenza e accusato di aver ucciso a Maschito lo scorso 30 giugno la moglie Rosetta Romano, 73 anni. A darne notizia sono i sindacati di Polizia penitenziaria, tra cui Aldo di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Spp. "È il 55esimo suicidio" nelle carceri italiane, commenta il sindacalista. "Questo caso dimostra chiaramente che vi è bisogno di rivedere il sistema di accesso al carcere. Siamo abbandonati a noi stessi, le carceri stanno vivendo il peggior momento nella storia della Repubblica, la politica sta dando il peggio in termini di incapacità di analisi e risoluzioni di un problema che è sotto gli occhi di tutti", ha aggiunto di Giacomo.

 

di Barbara Morra

La Stampa, 8 luglio 2024 Oggi nell’isola pedonale di Cuneo la “maratona oratoria” degli avvocati per informare sul sovraffollamento e la mancata “rieducazione”. Risale allo scorso gennaio l’ultimo suicidio in carcere a Cuneo e in tutta Italia, dall’inizio dell’anno, sono 50 i detenuti che si sono tolti la vita. “Una situazione insostenibile a cui bisogna porre immediato rimedio” sostengono gli avvocati penalisti della Camera penale “Vittorio Chiusano” che per domani alle 18 hanno organizzato una “maratona oratoria” nell’isola pedonale di via Cavallotti, davanti alla libreria Stella Maris. L’obiettivo è informare i cittadini di quanto, a causa di sovraffollamento e della mancata “rieducazione”, sta accadendo negli istituti penitenziari.

 

di Serena Arbizzi

Gazzetta di Reggio, 8 luglio 2024 Mercoledì la Camera Penale di Reggio Emilia “Giulio Bigi” organizza una maratona oratoria dalle 10.30 alle 12.30. Si tratta di un evento organizzato per dare “voce a tutti coloro che non possono parlare”. In particolare, l’iniziativa vuole accendere un ulteriore faro sulla condizione dei detenuti e delle carceri, con un numero di suicidi che si innalza a livelli esponenziali.

 

di Domenico Massano*

Ristretti Orizzonti, 8 luglio 2024 In un recente comunicato congiunto delle organizzazioni Sindacali del comparto sicurezza della casa di reclusione A. S. di Asti si denuncia una situazione interna al carcere fuori controllo, ingestibile ed in mano alla criminalità organizzata. La situazione viene illustrata, in particolare, riportando il comportamento di un detenuto ristretto da diverso tempo nel reparto di isolamento che, non vedendo accolte alcune sue richieste (“pretese”), protesta sia con il rifiuto di entrare nella cella, sia con la battitura delle sbarre. Dopo aver criticato l’”assordante silenzio” dell’Amministrazione penitenziaria e della Direzione del carcere nella gestione di tale situazione, le sigle sindacali si sono, quindi, rivolte direttamente al Prefetto per risolvere tale situazione che ha anche ricevuto una sollecita attenzione da diversi politici, tanto da esser tradotta in interrogazione parlamentare.

 

palermotoday.it, 8 luglio 2024 Il Garante dei detenuti oggi consulterà la cartella clinica dell’uomo, morto per arresto cardiaco. Un detenuto di 73 anni è morto sabato sera per un arresto cardiaco nell’ottava sezione del carcere Ucciardone. Gli agenti della Polizia penitenziaria hanno fatto di tutto per salvare il detenuto, “e - come fa sapere il segretario regionale del Fsa Cnpp Maurizio Mezzatesta - poco dopo è scattata una protesta alla nona sezione, sottolineando che i due eventi non sono collegati”.

 

di Antonio Del Prete

La Nazione, 8 luglio 2024 Sono stati presentati da detenuti che stanno scontando pene definitive. Emerge una vita impossibile: spazi personali di tre metri quadri invasi dalle cimici, confinati fra mura intrise di muffa a causa delle infiltrazioni. Cento ricorsi contro il carcere inumano. Sono stati presentati da altrettante persone che stanno scontando una pena definitiva nella casa circondariale di Sollicciano teatro, nei giorni scorsi, di una violenta sommossa scattata dopo il suicidio di un detenuto di vent’anni. Le istanze, supportate dall’associazione “L’altro Diritto”, hanno avuto anche un effetto boomerang: quello di ingolfare il tribunale di Sorveglianza, chiamato a decidere su questa mole di ricorsi. Vista la massa di atti da valutare, si apprende da fonti legali che stanno slittando le udienze per la trattazione di questi ricorsi.

 

di Stefano Brogioni

La Nazione, 8 luglio 2024 Muffe, infiltrazioni d’acqua, carenze anche nelle cucine, zanzare e cimici che pungono i detenuti. L’Igiene pubblica aveva documentato la necessità di lavori, che ancora non oggi non sono completati. L’ufficio Igiene pubblica fa un sopralluogo, ogni anno, dentro il carcere di Sollicciano. In quello del 2023, effettuato il 5 luglio, si confermano le croniche “importanti problematiche igienico-manutentive” che fanno scrivere al dg della Asl, Paolo Morello, in una lettera al tribunale, che nel carcere servono “urgenti interventi specifici”. In effetti, quello che emerge dalla relazione - il cui contenuto è confluito in diversi provvedimenti del tribunale di Sorveglianza che hanno accolto le istanze dei detenuti che si lamentavano delle condizioni “inumane e degradanti” della struttura in cui sono stati reclusi - è scoraggiante.

 

di Letizia Tassinari

ilcuoioindiretta.it, 8 luglio 2024 Poche ore prima del gesto estremo il giovane detenuto suicida aveva incontrato un ragazzo dell’associazione Pantagruel: “Occorrono misure alternative, non le sbarre”. Sollicciano come un inferno, quello descritto in questi giorni (anche dai sindacati della polizia penitenziaria) dopo il suicidio del giovane detenuto: con sporco, mancanza di acqua, poco cibo, sovraffollamento, celle piccole, di pochi metri quadrati, con letti a castello a tre posti, uno sopra l’altro. Lo sanno bene i volontari della Pantagruel, associazione per i diritti dei detenuti, che da anni, nel carcere fiorentino, con progetti, impegnano i ristretti.

 

di Sofia Coletti

La Nazione, 8 luglio 2024 La punta massima delle criticità del sistema carcerario umbro emerge anche dal numero dei tentati suicidi tra i detenuti e, in particolare per il penitenziario di vocabolo Sabbione, a Terni, da quello dei suicidi. “Gli Istituti dove sono avvenuti il maggior numero di suicidi tra il 2023 e il 2024 sono le Case Circondariali di Roma-Regina Coeli, di Terni, di Torino e di Verona - si legge su rapportoantigone.it -. In ognuno dei quattro Istituti si sono verificati cinque casi di suicidio. Sia a Terni che a Torino i casi sono stati quattro nel 2023 e uno nel 2024, mentre a Verona sono stati tre nel 2023 e due nel 2024. A Regina Coeli sono avvenuti tutti nel 2023, rappresentando così l’Istituto con il maggior numero di suicidi nel corso dell’anno passato”.

 

di Sara Sonnessa

torinocronaca.it, 8 luglio 2024 Parla Annamaria Cappitella, 35 anni di servizio presso le strutture femminili. Il pensiero ad Azzurra Campari, la giovane di Riva Ligure ritrovata senza vita nella sua cella alle Vallette un anno fa: la ragazza doveva scontare una pena di due anni. E’ in piedi Annamaria, fuori dalla sala dove a breve cominceranno le celebrazioni del Battesimo per alcune delle detenute. Quando queste arrivano e la trovano li, la salutano con le braccia al collo. “Ci mancherai tantissimo” dice una. “Sei bellissima senza divisa!” esclama un’altra. Una divisa, quella che Annamaria Cappitella ha da poco appeso nell’armadio, dopo 35 anni di servizio presso le strutture carcerarie, nei padiglioni femminili.

 

di Valeria Costantini

Corriere della Sera, 8 luglio 2024 Il reparto teatro dei disordini è stato evacuato. Risse, caos e materassi dati alle fiamme. Nottata di tensioni al carcere minorile di Casal del Marmo, finita con quattro contusi e intervento di pompieri e polizia. Intorno alla mezzanotte, riferisce il sindacato Fns Cisl Lazio, due detenuti avrebbero tentato di incendiare oggetti e materassi nelle celle, tra le proteste degli altri. Sul posto i vigili del fuoco; è stato necessario lo sgombero dell’intera sezione da parte degli agenti della penitenziaria.

 

di Nicola Palma

Il Giorno, 8 luglio 2024 Ancora tensione al carcere Beccaria. Secondo le prime informazioni, attorno alle 22 di domenica 7 luglio, alcuni detenuti hanno dato alle fiamme effetti personali presenti nelle celle, generando un incendio che è stato domato nel giro di pochi minuti dagli agenti della Polizia penitenziaria. Quando sono arrivati i vigili del fuoco, il rogo era praticamente spento. Le fiamme e soprattutto il fumo che si è sprigionato hanno però avuto come effetto immediato il trasferimento dei giovanissimi reclusi della seconda ala in un altro settore. In via dei Calchi Taeggi sono arrivati anche gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura e una camionetta del Reparto mobile, che sono rimasti davanti agli ingressi dell’istituto minorile fino alle 23.30.

 

abruzzoweb.it, 8 luglio 2024 Dopo anni di attesa, polemiche e appelli, potrebbe presto riaprire l’Istituto di pena minorile del quartiere di Colle Sapone a L’Aquila, l’unico in Abruzzo, chiuso dal 2009, nonostante l’avvenuta ristrutturazione post-sismica, in parte oggi occupato dalla facoltà di Economia dell’Università dell’Aquila. Situazione che obbliga i minori abruzzesi destinatari di misure cautelari a “emigrare” in altri distretti, con dannosa interruzione dei rapporti con i familiari e con i servizi sociali di riferimento. Ultimo caso quello dei due presunti killer di Christopher Thomas Luciani, a coltellate e in un parco pubblico di Pescara, e che si trovano ora negli istituti di Bari e Roma.

 

di Mirko Giustini

Corriere della Sera, 8 luglio 2024 I corsi dell’Accademia dei sartori: “Il fine è l’inclusione”. Tre anni di formazione per crearsi un mestiere per quando saranno liberi. Dare una seconda opportunità ai detenuti in cerca di riscatto professionale è l’obiettivo di “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme”, il progetto di reinserimento lavorativo dell’Accademia nazionale dei sartori di via Boncompagni, a pochi passi da piazza di Spagna.

 

romatoday.it, 8 luglio 2024 Pubblicato l’avviso pubblico per la concessione dell’immobile sottratto alla criminalità organizzata che si trova in via Tuscolana 695. Un immobile confiscato alla criminalità organizzata rinascerà come sede di attività sociali e di reinserimento nel tessuto sociale, culturale e lavorativo di persone detenute o ex detenute. L’avviso per la concessione della struttura, che si trova in via Tuscolana 695, è stato pubblicato lo scorso 3 luglio.

 

di Paola D’Amico

Corriere della Sera, 8 luglio 2024 I risultati del primo studio pubblicato sulla rivista dell’American Medical Association sono la conferma scientifica che questa emozione ha un impatto sulla salute. Sotto esame una popolazione di quasi 50mila infermiere anziane. Scriveva Cicerone che la gratitudine è non solo la più grande delle virtù ma la madre di tutte le altre. Ed era sicuramente già evidente a chi quasi sessant’anni fa propose di celebrarla con una Giornata mondiale, che è una emozione umana potente che ha un impatto anche sulla nostra salute, sul benessere. Ora, però, si aggiunge uno studio scientifico - pubblicato su JAMA Psychiatry, una rivista medica dell’American Medical Association, jamanetwork.com - a validarne l’indiscutibile ruolo nell’allungare la vita.

 

Il Dubbio, 8 luglio 2024 La sentenza è stata emessa ai sensi del decreto 54 sulla lotta contro i crimini legati ai sistemi di informazione e comunicazione. Il Tribunale di prima istanza di Tunisi ha condannato venerdì l’avvocato e opinionista televisiva Sonia Dahmani a un anno di prigione per i commenti sui migranti sub-sahariani sul canale televisivo privato “Carthage+”. Lo ha riferito l’avvocato della donna, Sami Ben Ghazi. La sentenza è stata emessa ai sensi del decreto 54 sulla lotta contro i crimini legati ai sistemi di informazione e comunicazione, ha aggiunto il legale, sottolineando che la sua cliente è sotto indagine per altri quattro casi. Il secondo e il terzo contro Dahmani riguardano le dichiarazioni da lei rilasciate alle radio private “Ifm” e “Carthage+”, in cui parlava del razzismo in Tunisia.

 

DOCUMENTI

Decreto-legge 4 luglio 2024, n. 92. "Misure urgenti in materia penitenziaria, di giustizia civile e penale e di personale del Ministero della giustizia"

Garante nazionale delle persone private della libertà: Studio aggiornato al 5 luglio 2024 degli eventi suicidari nelle carceri

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dall'8 al 14 luglio 2024

Camera Penale Veneziana indice la Maratona oratoria: "Fermare i suicidi in carcere. Non c'è più tempo" (Venezia, 10 luglio 2024)

Ordine degli Avvocati di Firenze e Università di Firenze: "Ciclo di incontri sui diritti umani" (Firenze, fino al 10 luglio 2024)

Camera Penale di Pescara. "Ciclo di seminari in Diritto dell'esecuzione penale e penitenziaria" (Pescara, fino al 12 luglio 2024)

Convention del Movimento No Prison: "Le carceri incostituzionali" (Assisi-PG, 17 e 18 ottobre 2024)

Corso di formazione. "So-stare nel confitto. La Mediazione Umanistica, un altro sguardo sul futuro" (Brescia, 19 e 20 ottobre 2024)

Garante detenuti Emilia Romagna: "Conoscere il carcere per progettare il volontariato". Visite formative nelle carceri di Bologna, Rimini e Ferrara (ottobre-dicembre 2024)

CONCORSI

Premio letterario "Maurizio Battistutta". Riservato alle persone detenute nelle carceri di tutto il territorio nazionale (scadenza 31 dicembre 2024)