Direttore: Ornella Favero

Redazione: Padova, Via Citolo da Perugia 35

Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it 

Sito internet: www.ristretti.org  

 

Notiziario quotidiano dal carcere

--> Rassegne Tematiche <--

Edizione di venerdì 5 luglio 2024

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 5 luglio 2024 In un momento di grave crisi del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento cronico, carenze di personale e un’allarmante escalation di suicidi, il governo ha varato un decreto legge che promette di affrontare queste criticità. Purtroppo il bilancio delle persone che si sono tolte la vita in cella dall’inizio dell’anno continua ad aumentare: siamo a 52. Ieri altre tre vittime: un detenuto di 35 anni è morto in ospedale a Livorno, dove era in coma dopo il tentato suicidio avvenuto tra il primo e il 2 luglio. Nel pomeriggio a Pavia e a Sollicciano due ragazzi ventenni si sono tolti la vita, anche loro impiccandosi. Nel carcere fiorentino sarebbero state appiccate anche le fiamme e dalle finestre è stato calato uno striscione sul quale si legge “Suicidio carcere aiuto help”.

 

di Thomas Usan

La Stampa, 5 luglio 2024 Nel 2024 ci sono stati 54 suicidi nelle carceri italiane: uno ogni tre giorni e mezzo. Tre suicidi in nemmeno 24 ore. Il 4 luglio è stata una giornata nera per le carceri italiane. Tutti e tre under 35. Il primo a Livorno, 35 anni, padre di tre figli. Ha perso la vita in ospedale, dopo aver tentato il suicidio la notte tra l’1 e il 2 luglio. Il secondo a Firenze, nel carcere di Sollicciano, un 20enne. Un altro suicida. I detenuti si sono rivoltati dando fuoco ai materassi in due sezioni. Il terzo morto a Pavia, anche lui 20 anni. Gli ultimi tre si aggiungono al conteggio, macabro, di 54 suicidi nelle carceri italiane nel 2024: uno ogni tre giorni e mezzo. “Una situazione destinata a peggiorare” commenta il segretario di S.pp (sindacato di polizia penitenziaria) Aldo Di Giacomo.

 

di Stefano Anastasìa

L’Unità, 5 luglio 2024 Un decreto tardivo e insufficiente. Annunciato per la prima volta dal Ministro Nordio quasi un anno fa, quando nel carcere di Torino morirono due donne, una al termine di un lungo ed estenuante sciopero della fame, l’altra per un deliberato atto suicidario, il decreto-legge “in materia penitenziaria” e altro, varato mercoledì in Consiglio dei ministri, non affronta il problema del sovraffollamento e della tragica scia di suicidi che si porta dietro. C’è voluto più di un anno a ripristinare la normativa anti-Covid che consentiva telefonate in deroga alle 4-5 al mese previste dall’ordinamento, che ora diventeranno ordinariamente sei. Un cambiamento quasi impercettibile, se non fosse per quella facoltà espressamente riconosciuta alle direzioni degli istituti di concederne altre per mantenere e rafforzare le relazioni familiari.

 

di Adriano Sofri

Il Foglio, 5 luglio 2024 Il decreto, ha detto Carlo Nordio, punta solo a umanizzare il trattamento dei detenuti. E a riempire le patrie galere non sarebbe il governo, ma i magistrati. Intanto nelle celle, però, non si arresta il fenomeno dei suicidi. Uno che è stato in galera, quando è a piede libero, finisce per somigliare agli altri. A volte è addirittura meno tatuato. Qualcosa gli resta, nei sogni, o l’abitudine a camminare avanti e indietro nelle sale d’aspetto invece di star seduto. Ma succede anche a lui di fottersene. Di dirsi che tanto lo sa, che non cambia niente, tutt’al più fa più schifo oggi di ieri, e domani di oggi.

 

di Luca Sofri

ilpost.it, 5 luglio 2024 Per preparare il testo del decreto sul sovraffollamento carcerario il ministro della Giustizia ha dovuto fare i conti con le resistenze di Lega e Fratelli d’Italia: e intanto in parlamento si discute una proposta più efficace. Mercoledì il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge presentato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e che tenta di far fronte al sovraffollamento nelle carceri. Il provvedimento era atteso da tempo per porre un qualche rimedio alle pessime condizioni delle persone detenute, tra le quali ci sono stati almeno 47 suicidi solamente nei primi sei mesi del 2024, ma ha avuto una genesi tribolata. Nordio aveva annunciato già a fine marzo un intervento in tal senso, e poi aveva dovuto fare i conti con l’opposizione di Lega e Fratelli d’Italia a qualsiasi ipotesi che consentisse la scarcerazione agevolata o anticipata.

 

di Matteo Lorenzi

La Verità, 5 luglio 2024 Il sottosegretario alla Giustizia dopo l’approvazione del dl sul sistema penitenziario: “Nessuno sconto di pena, rendiamo effettivi quelli che già ci sono. Settemila detenuti possono andare in comunità: stipuleremo accordi”. “Da una parte c’era la proposta Giachetti, sostenuta dall’opposizione: aumentare gli sconti di pena per svuotare le carceri, senza far lavorare i detenuti. Il governo, invece, ha scelto il buonsenso: mettere chi sbaglia davanti alle proprie responsabilità, senza premi, ma assicurando a chi lo merita la possibilità di imparare un mestiere e riabilitarsi”. Con queste parole il sottosegretario alla Giustizia in quota Lega, Andrea Ostellari, ha commentato il nuovo decreto carceri varato dal governo. Una misura che, come spiega il sottosegretario, non contempla alcuno nuovo sconto di pena.

 

di Irene Famà

La Stampa, 5 luglio 2024 L’ex ministra della Giustizia: “La paura di uscire senza una prospettiva è un dramma. I suicidi sono frutto di abbandono e lontananza dalla famiglia. Serve attenzione nei trasferimenti”. “L’emergenza carceri è da affrontare nell’immediato. Con piccoli passi concreti: combattere il senso di isolamento e abbandono del detenuto, pensare ad attività che consentano un reale inserimento in società. Combattere la recidiva, che è la causa più profonda del sovraffollamento, dev’essere la priorità”. L’ex ministra della Giustizia Paola Severino offre un’ampia riflessione sulla situazione carceraria. Una realtà che come rappresentante delle istituzioni, come avvocata, come presidente della fondazione Severino Onlus che si occupa di legalità, conosce bene.

 

di Ermes Antonucci

Il Foglio, 5 luglio 2024 Il sistema carcerario italiano resta tra i peggiori in Europa in termini di sovraffollamento, suicidi fra i detenuti e carcerazione preventiva. A confermarlo è l’ultimo rapporto del Consiglio d’Europa, Space I, pubblicato pochi giorni fa, proprio mentre in Italia si discuteva di quali misure adottare per far fronte all’emergenza carceraria. Ieri il numero dei detenuti che da inizio anno si sono tolti la vita è balzato a 52, un record storico.

 

di Luciano Moia

Avvenire, 5 luglio 2024 Una sentenza della Consulta di qualche giorno fa ha stabilito che non può essere vietata la telefonata ai figli minori neppure ai mafiosi. Difesa della responsabilità e speranza di riscatto. Maternità e paternità sono condizioni irrevocabili. Una storia d’amore tra un uomo e una donna può finire, il legame tra genitori e figli no. Può essere intenso e profondo, oppure contrastato e difficile. Ma è indissolubile e definitivo, anche nelle situazioni più estreme. Anche quando uno dei genitori sceglie di allontanarsi dalla famiglia per vivere con un nuovo partner. Oppure è costretto a stare lontano perché, per esempio, viene riconosciuto colpevole di un reato che prevede un periodo più o meno lungo di reclusione.

 

di Simona Musco

Il Dubbio, 5 luglio 2024 Le opposizioni contro il ministro: torna il peculato per distrazione, ma colpirà solo i sindaci. Il ministero smentisce: “Sono cose completamente diverse...”. Abuso d’ufficio cancellato e traffico di influenze depotenziato. Con 170 sì e 77 no, la Camera ha approvato in via definitiva l’articolo 1 del ddl Nordio, la norma che abolisce l’articolo 323 del codice penale e riduce l’ambito di applicazione del 346 bis, dopo l’ok del Senato. Il voto sul ddl terminerà martedì pomeriggio.

di Liana Milella

La Repubblica, 5 luglio 2024 Con il giurista Gian Luigi Gatta analisi a 360 gradi delle ragioni che hanno portato il Quirinale a consigliare vivamente al governo di mantenere in vita una parte del reato che sta per essere cancellato per evitare i fulmini della Ue.

 

di Francesca Spasiano

Il Dubbio, 5 luglio 2024 L’altolà del Garante della Privacy Pasquale Stanzione, che nella relazione annuale dell’Autorità presentata in Parlamento invita a rafforzare le garanzie sulle intercettazioni e pone un freno allo show mediatico. Prima di gridare al “bavaglio” per ogni norma che lambisce l’informazione bisognerebbe tenere a mente una cosa: il diritto di cronaca non ha niente a che fare con il “gossip”. A tracciare la linea è il Garante della privacy Pasquale Stanzione, che nell’ultima relazione annuale dell’Autorità ha lanciato un preciso monito sul trattamento dei dati giudiziari. La cui divulgazione può ledere, e non poco, la dignità della persona: soprattutto se privi di reale interesse pubblico.

 

di Gennaro Grimolizzi

Il Dubbio, 5 luglio 2024 Parla Salvatore Sica, giurista dell’Informazione: “A mio parere L’approccio del Garante della privacy è corretto: il “servizio all’Uomo” è il limite insormontabile anche per lo sviluppo digitale”. Tutelare i diritti veramente fondativi della libertà personale e sociale. È uno dei principali obiettivi perseguiti dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, presieduta da Pasquale Stanzione. Tanti i temi emersi in occasione della presentazione della relazione annuale del Garante della privacy, due giorni fa alla Camera, valutati positivamente da Salvatore Sica, avvocato, ordinario di Diritto pubblico nell’università di Salerno e giurista dell’informazione.

 

di Simona Musco

Il Dubbio, 5 luglio 2024 La novità più importante deriva direttamente dalla riforma Cartabia, con la scelta di estendere alle procure il procedimento tabellare previsto prima solo per gli uffici giudicanti e che dovrà essere approvato dal Csm. Passa a maggioranza la nuova circolare sulle procure, con sei voti contrari (i laici del centrodestra più il consigliere Michele Papa del M5s), e un astenuto, a seguito delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia. Come ampiamente anticipato dal Dubbio, la circolare mette in atto un tentativo di omogeneizzazione della giurisdizione, “imponendo” uno stretto dialogo tra procura, Tribunali e avvocatura, proprio mentre la politica tenta di portare a casa la separazione delle carriere. La novità più importante deriva direttamente dalla riforma Cartabia, con la scelta di estendere alle procure il procedimento tabellare previsto prima solo per gli uffici giudicanti e che dovrà essere approvato dal Csm.

 

di Marco Bisogni*

Il Dubbio, 5 luglio 2024 L’impostazione della nuova circolare propone un superamento della contrapposizione tra potestà decisoria del dirigente e autonomia del sostituto, nella prospettiva di una gestione dell’ufficio che si apra al contributo di tutti i magistrati. Il Csm è arrivato alla chiusura di un intenso ciclo di lavori, guidati dalla settima commissione, diretti alla riscrittura delle norme di organizzazione degli uffici di procura al fine di adeguarle alle riforme introdotte con la cosiddetta riforma Cartabia. La riforma ha ricondotto i progetti organizzativi delle procure entro i binari della tabellarizzazione (ovvero in un’organizzazione rigorosa già prevista per i tribunali al fine di garantire il principio del cosiddetto giudice naturale), restituendo al Consiglio il compito di approvare le disposizioni organizzative degli uffici, in esito alla verifica della loro conformità alla normativa primaria e secondaria.

 

saccuccipartners.com, 5 luglio 2024 Con provvedimento del 7 giugno 2024, pubblicato il 24 giugno 2024, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato il via all’esame in contraddittorio del ricorso presentato nell’aprile del 2022 dall’Avv. Prof. Andrea Saccucci, dall’Avv. Giulia Borgna e dall’Avv. Valentina Cafaro dello Studio S&P, insieme all’Avv. Lorenzo Tardella, nell’interesse di un detenuto sottoposto al regime differenziato ex art. 41-bis o.p., per lamentare la violazione dell’art. 8 CEDU in relazione al diniego da parte delle autorità statali della richiesta del ricorrente di sottoscrivere un abbonamento a riviste per soli adulti, non incluse nell’elenco delle pubblicazioni acquistabili mediante il sopravvitto.

 

di David Allegranti

La Nazione, 5 luglio 2024 Topi, cimici, muffa. Il grido inascoltato del detenuto di 20 anni, poi il suicidio. In esclusiva il documento con cui il giovane recluso aveva denunciato alle autorità e alla magistratura le condizioni “detentive inumane e degradanti” del penitenziario alle porte di Firenze. Aveva 20 anni il giovane detenuto che si è tolto la vita nel carcere di Sollicciano, ieri. Classe 2004. Era arrivato in Italia con un permesso di soggiorno da minorenne non accompagnato. Era entrato in carcere nel 2022. L’associazione “L’altro diritto” lo aveva aiutato a presentare un reclamo giurisdizionale ex articolo 35 bis per lamentare le gravi condizioni del carcere di Sollicciano.

 

di Valentina Marotta e Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 5 luglio 2024 Il giovane si è tolto la vita dopo aver bloccato la serratura della cella. Il vescovo Gambelli: una situazione inaccettabile. Si è chiuso nella cella, ha ostruito la serratura con pezzi plastica, forse per rallentare i soccorsi, e si è tolto la vita. Aveva solo 20 anni e doveva scontare una pena per reati contro il patrimonio, il detenuto tunisino che si è impiccato ieri a Sollicciano, con le lenzuola. Poi la morte del ragazzo con il viso da bambino è stato il detonatore della protesta che covava da settimana per le condizioni di vita per nulla dignitose, legate alla mancanza di acqua e all’invasione delle cimici.

 

di Paolo Nencioni

Il Tirreno, 5 luglio 2024 Fedez era arrivato in Italia nove anni fa, ancora minore: tra un paio di mesi doveva andare in comunità. Le letture della serie dei romanzi di “Narnia”, le lezioni, i corsi, grazie ai volontari e agli educatori della struttura. E poi - da quel poco che trapela in una giornata drammatica - quella pena definitiva, ma anche la comunità nel suo futuro prossimo, tra un paio di mesi, a quanto pare. Una vita sicuramente non semplice per il ventenne, originario della Tunisia, che nella giornata di ieri, 4 luglio, si è tolto la vita in una cella del carcere fiorentino di Sollicciano. Un fatto drammatico - e una vicenda molto delicata - che ha innescato la rivolta dei detenuti della struttura; una cinquantina di loro, tra l’altro, proprio nei giorni scorsi, con una lettera, aveva fatto un esposto sulle condizioni del carcere fiorentino.

 

di Paolo Nencioni

Il Tirreno, 5 luglio 2024 Il giovane non ce l’ha fatta. È la cinquantunesima persona dall’inizio dell’anno che si è tolta la vita in un penitenziario italiano. L’uomo, livornese, era recluso da un mese e in attesa di giudizio. All’indomani del suo ricovero in ospedale, il Garante dei detenuti di Livorno Marco Solimano, aveva chiesto interventi urgenti per migliorare le condizioni di vita all’interno del penitenziario labronico, già al centro delle polemiche per l’evasione del trentaseienne campano Umberto Reazione, che aveva scavalcato il muro di cinta dell’alta sicurezza, poi rintracciato dopo 24 ore su un treno per Roma Tiburtina. È la cinquantunesima persona dall’inizio dell’anno che si è tolta la vita in un penitenziario italiano, un’emergenza senza fine.

di Enrico Spaccini

fanpage.it, 5 luglio 2024 Si chiamava Yousef Hamga, il ragazzo di origine egiziana deceduto il 4 luglio al San Matteo. Lo scorso venerdì 28 giugno si trovava nella sezione ottava della casa circondariale di Torre del Gallo quando ha usato un lenzuolo nel tentativo di togliersi la vita. Nonostante l’area del carcere sia una delle più sorvegliate, il 19enne sarebbe stato notato solo da un agente della penitenziaria che stava facendo un giro di controllo. Pare che Hamga avesse manifestato ormai da tempo sintomi di disagio psicologico, ma non è ancora chiaro se stesse o meno seguendo una terapia. Lanciato l’allarme, il personale medico della casa circondariale lo ha soccorso, trovandolo in condizioni disperate. Trasportato d’urgenza al Policlinico San Matteo di Pavia, Hamga è rimasto ricoverato nel reparto di Rianimazione per alcuni giorni, fino al decesso.

 

di Andrea Aversa

L’Unità, 5 luglio 2024 Condizioni disumane e degradanti, strutture fatiscenti, diritto alla salute non garantito, una magistratura di sorveglianza poco presente e la mancanza di risorse: la testimonianza e la denuncia di un essere umano lasciato marcire dietro le sbarre (e non è il solo, come lui ce ne sono migliaia). Trasferito nel carcere di Bari a causa delle sue patologie, Antonio ha scritto una lettera alla moglie Elisabetta, inviata alla nostra redazione grazie all’associazione Sbarre di Zucchero. Quattro pagine scritte in stampatello, parole chiare e nette che hanno testimoniato l’inferno al quale il detenuto e i suoi compagni sono stati condannati. Perché nel penitenziario pugliese il diritto alla salute che dovrebbe essere garantito per Costituzione, è latitante.

 

di Rinaldo Frignani

Corriere della Sera, 5 luglio 2024 Serata drammatica nel Centro di permanenza per il rimpatrio sulla via Portuense. Il giovane extracomunitario salvato dal personale di vigilanza. Poi le proteste di alcune decine di persone e l’intervento delle forze dell’ordine. Un detenuto tenta il suicidio nel Cpr di Ponte Galeria e gli altri extracomunitari organizzano una protesta nel Centro di permanenza per il rimpatrio incendiando materassi nelle camerate. Una serata di tensione in via Portuense con l’intervento di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa che hanno anche lanciato lacrimogeni per interrompere le proteste, che stavano provocando danni alle strutture.

 

di Paolo Morelli

Corriere della Sera, 5 luglio 2024 A Filo Libero è il logo dei prodotti fatti in carcere con il riciclo. Si possono unire la dimensione di sostenibilità ambientale con le iniziative di carattere sociale? Naturalmente sì. Questa volta, a rispondere, è Lavinia Vicenzi, torinese, che gestisce il laboratorio Lavgon in via Galliari con il quale ha da poco avviato una raccolta di jeans usati. I vestiti saranno riconvertiti in nuovi oggetti grazie al lavoro della sartoria sociale creata all’interno della Casa Circondariale di Pavia. Il progetto si chiama A Filo Libero e nasce per lavorare sull’upcycling, il riutilizzo di materiali ancora sani all’interno del mondo produttivo, che invece li vorrebbe trasformare in rifiuti.

 

La Repubblica, 5 luglio 2024 La denuncia di Amnesty International: la legislazione e la prassi italiana non sono in linea con gli obblighi internazionali e violano i diritti di asilo e di accesso alla giustizia. In Italia i migranti e i richiedenti asilo vengono illegalmente privati della libertà in Centri di detenzione che non rispettano gli standard internazionali. La detenzione dovrebbe essere eccezionale e costituire una misura di ultima istanza, sottolinea l’organizzazione. Tuttavia nei centri italiani sono trattenute persone con gravi problemi di salute mentale; persone che vorrebbero fare richiesta di asilo a causa dell’orientamento sessuale o dell’attivismo politico ma provenienti da Paesi che il governo ha arbitrariamente designato come “sicuri”; persone in fuga dalla violenza di genere o dallo sfruttamento lavorativo.

 

di Elisabetta Soglio

Corriere della Sera, 5 luglio 2024 Tredici minori stranieri non accompagnati a scuola dal maestro pizzaiolo Alfredo Bianchi ad Arcola (La Spezia) grazie al progetto “Impasta il domani” sostenuto da Con I Bambini e Fondazione Carispezia. Farina, olio, lievito, sale e acqua. Cinque ingredienti e tanta passione: così nasce la pizza. Lo spiega bene Alfredo Bianchi, maestro pizzaiolo, ai suoi tredici allievi - tutti stranieri minori non accompagnati - a scuola da lui per il corso “Impasta il domani” proposto dall’Istituto ligure di formazione cooperativa e realizzato con il sostegno di Con I Bambini nel suo locale, Fretta e furia, ad Arcola (Sp). “Mettere le mani in pasta e poi vedere nascere un prodotto che viene subito utilizzato, lievita, viene condito, messo nel forno, dà loro una grande soddisfazione.

 

di Michele Giorgio

Il Manifesto, 5 luglio 2024 Parla un medico israeliano entrato nella base-prigione di Israele nel Neghev, in cui i palestinesi sono ammanettati al letto per mesi. Torture, abusi e violenze di ogni genere a danno di centinaia di detenuti palestinesi di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre, anche quelli gravemente feriti e ammalati. Di quanto accade nel centro di detenzione di Sde Teiman, la Abu Ghraib di Israele, nei pressi di Bersheeva nel Neghev, si parla da mesi. Solo qualche settimana fa, grazie alla denuncia dei media internazionali e alla petizione presentata alla Corte suprema dall’Associazione israeliana per i diritti umani, le autorità hanno deciso di trasferire gran parte dei palestinesi tenuti prigionieri a Sde Teiman. Ne rimangono altri duecento e le loro condizioni non sono migliorate.

 

di Baker Zoubi

Il Manifesto, 5 luglio 2024 Un articolo della testata +972 che riporta la testimonianza dell’avvocato Khaled Mahajneh: era stato contattato da una rete tv per cercare un giornalista detenuto nel “campo della morte”. “La situazione lì è più orribile di qualsiasi cosa abbiamo sentito su Abu Ghraib e Guantanamo”. È così che Khaled Mahajneh descrive il centro di detenzione di Sde Teiman in qualità di primo avvocato a visitare la struttura. Più di 4.000 palestinesi arrestati da Israele a Gaza sono stati detenuti presso la base militare nel Naqab/Negev dal 7 ottobre; alcuni di loro sono stati successivamente rilasciati, ma la maggior parte rimane in detenzione.

 

di Claudia Cavaliere

L’Espresso, 5 luglio 2024 Nei campi lungo il confine con Israele ci sono migliaia di persone scappate dalla propria casa che arrivano soprattutto da Siria e Palestina. Vivono in condizioni precarie. Che con l’intensificarsi del conflitto a Gaza peggiorano di giorno in giorno. Quando Israele dopo nove mesi ha fatto sapere che avrebbe potuto cambiare le regole della guerra, Hezbollah aveva pubblicato un lungo video in cui si vedevano immagini aeree del porto della città di Haifa - a una trentina di chilometri dal confine con il Libano e la terza più grande del Paese - assieme alla dimostrazione della capacità di penetrare le difese aeree del vicino. L’incertezza di quello che sarà il futuro del Medio Oriente si scrive anche lungo il confine meridionale del Libano, la cui complessità è scritta in decenni di contrasti, conflitti e sopravvivenza.

 

DOCUMENTI

Decreto-legge 4 luglio 2024, n. 92. "Misure urgenti in materia penitenziaria, di giustizia civile e penale e di personale del Ministero della giustizia"

Garante nazionale delle persone private della libertà: Studio aggiornato al 30 giugno 2024 degli eventi suicidari nelle carceri

Garante nazionale delle persone private della libertà: Analisi dei dati sul sistema carcerario (data di rilevazione 3 luglio 2024)

APPUNTAMENTI

Camera Penale di Trento indice la Maratona oratoria: "Fermare i suicidi in carcere. Non c'è più tempo" (Trento, 5 luglio 2024)

Convegno: "Verso una giustizia penale umanizzante: misure alternative, pene sostitutive e giustizia riparativa" (Livorno, 5 luglio 2024)

Evento nella Settimana dei Diritti Umani: "Il carcere in piazza". Presentazione libri e proiezione film (Rovigo, 5 luglio 2024)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 7 luglio 2024

Camera Penale Veneziana indice la Maratona oratoria: "Fermare i suicidi in carcere. Non c'è più tempo" (Venezia, 10 luglio 2024)

Ordine degli Avvocati di Firenze e Università di Firenze: "Ciclo di incontri sui diritti umani" (Firenze, fino al 10 luglio 2024)

Camera Penale di Pescara. "Ciclo di seminari in Diritto dell'esecuzione penale e penitenziaria" (Pescara, fino al 12 luglio 2024)

Convention del Movimento No Prison: "Le carceri incostituzionali" (Assisi-PG, 17 e 18 ottobre 2024) 

Garante detenuti Emilia Romagna: "Conoscere il carcere per progettare il volontariato". Visite formative nelle carceri di Bologna, Rimini e Ferrara (ottobre-dicembre 2024)

CONCORSI

Premio letterario "Maurizio Battistutta". Riservato alle persone detenute nelle carceri di tutto il territorio nazionale (scadenza 31 dicembre 2024)